Home
COMUNE
SERVIZI
ATTIVITA'
AZIENDE LOCALI
TERRITORIO
STORIA
FOTOGRAFIE
NEWS & CO.

 

 

LA NATURA NEL TERRITORIO DEL COMUNE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Comune di Casaleggio Boiro può vantare un territorio che presenta aspetti paesaggistici e naturalistici unici in Piemonte,legati ai particolari tipi di substrati e alla sua vicinanza alla Regione Mediterranea per questi motivi il suo territorio si trova all'interno di un Parco Naturale. il Parco Naturale Regionale "Capanne di Marcarolo", con un'estensione totale di circa 8215 ha, situato in provicia di Alessandria,all'estremità sud-orientale del Piemonte, sull'Appennino Ligure Piemontese, sui comuni di Casaleggio Boiro, Tagliolo Monferrato, Lerma, Mornese, Bosio e Voltaggio tutti situati nella comunità montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese. Nel comune si trovano i bacini dei torrenti Piota, Gorzente e due laghi; il lago della Lavagnina, di notevole dimensione posto a 344 m.s.l. e il lago "superiore della Lavagnina" di minore dimensione ma di notevole pregio naturalistico. Sulle sponde del lago " Superiore della Lavagnina" si trova un ambiente denominato tecnicamente Zona Umida, queste sono estremamente importanti dal punto di vista ecologico e in via di sparizioni dal territorio appenninico, questi ambienti ospitano dei veri gioielli botanici come la Drasera rotundifolia e la Pianguicola vulgaris. Il reticolo idrografico del territorio comunale è assai complesso, l'orografia è quindi altrettanto varia, per lo più con cune montane arrotondate ( fa eccezione la piramide rocciosa del monte Tobbio mt. 1092 nel comune di Bosio), visibile da molti km di distanza. All' interno del Comune la variabilità dell'ambiente assume un aspetto rilevante per il mantenimento della biodiversità ed è per questo che il territorio comunale tramite il parco naturale delle Capanne di Marcarolo fa parte delle aree proposte dal Ministero dell'Ambiente, su segnalazione delle regioni,all'Unione Europea per la costituzione della Rete Natura 2000 in conformità alla direttiva 92/43/CEE (progetto di studio e gestione della biodiversità in ambiente appenninico, rientrante negli interventi per la gestione e conversazione di habitat e specie di interesse comunitario).

FLORA 

 

 

 

 

 

 

Per quanto riguarda la flora e la fauna, il Comune rappresenta,infatti, per la sua particolare posizione geografica, un territorio di paesaggio fra il mondo mediterraneo e quello di clima temperato - continentale del bacino padano. L'area comunale è caratterizzata da u  notevole valore paesaggistico legato non solo agli aspetti storici ed etnografici, ma anche al fenomeno di forme del paesaggio rurale tradizionale. Un territorio di questo tipo si presta, dunque ad attività didattiche svariate ed a forme di fruizione in armonia con la conservazione dell'ambiente naturale. L'osservazione della flora del Comune non è stata affrontata per singoli gruppi di specie, più corretto sicuramente dal punto di vista botanico censistico ma non utile. Si è dunque preferito osservare le specie vegetali suddividendole in ambienti che ci aiuteranno a capire l'idoneità del territorio come habitat per la fauna. La presenza di una elevata barriera orografica a così breve distanza dal mare,spartiacque tra il dominio continentale e quello mediterraneo, crea condizioni climatiche piuttosto singolarie localmente microclimi particolari. Accade così che coabitano in un'estensione territoriale ristretta specie tipiche della flora alpina e specie caratteristiche dell'ambito mediterraneo.
bulletRimboschimento a conifere,composto essenzialmente da pino marittimo e pino silvestre.
bulletBoschi ripari limitata al lago Superiore della Lavagnina caratterizzato da Ontano Nero, Pioppo e Salici.
bulletBoschi a prevalenza di Carpino Nero , con presenza di Tiglio, Ciliegio, Betulla.
bulletQuerceti con la presenza di Rovere, Sorbo Montano, L'Orniello ed il Nocciolo, Castagno.
bulletFaggete : localizzate alle quote più alte dei versanti freschi con esemplari di Agrifoglio, Ciavardello e Acero campestre.
bulletAmbienti umidi : sono estremamente importanti dal punto di vista ecologicoe in via di sparizioni dal territorio appenninico, nel parco questi ambienti ospitano dei veri e propri gioielli botanici.
bulletLa vegetazione delle rupi e degli accumuli detrici, formata da specie pionieristiche; in prevalenza è l Euphorbia spinosa e Viola bertolonii.

La vegetazione formata da igrofite, costituisce un ambiente particolarissimo presente in una piccolissima area a monte del lago della Lavagnina dove esistono canneti ascrivibili alla classe Phragmitets.

In conclusione , meritano di essere  annotate delle particolari varietà vegetali di grandissimo pregio la Rosa Gallica, la Rosa Jundzllii (specie rarissima) il Tromboncino (Narcissus,pseudonarcissus), il Narciso dei poeti ( Narcissus poeticus). Le orchidee per la loro bellezza e per le loro particolari esigenze ecologiche, sono tra le piante più significative del territorio.Prima fra tutte l'Orchis laxflora dai fiori rosso vino, l'Orchis palustris,l'Orchus mascola tra le caratteristiche di queste specie c'è quella di essere indicatori biolagici,confermato dal riconoscimento di specie protette dalla Convenzione di Washington 1973.

 

FAUNA

 

 

 

 

 

 

     

La fauna presente nel territorio comunale di Casaleggio Boiro è estremamente ricca comprendente farfalle rare e di particolare bellezza come le Papillo machaon, rettili, anfibi e molti mammiferi. L'avifauna è tra i gioielli dell'area protetta delle Capanne di Marcarolo, dunque anche patrimonio dei nostri cieli, i rapaci all'interno dell'avifauna meritano un discorso a parte percjè sono presenti con numerose specie nidificanti, sia diurni che notturni, segno indiscutibile di ambiente ad alta naturalità. Il Biancone (Circaetus gallicus), scelto come simbolo del Parco, che risulta essere l'uccello da preda più importante della zona con i suoi centonovanta centimetrid'apertura alare; questo rapace migratore giunge da noi a marzo proveniente dall'Africa tropicale, allo scopo di nidificare.Alleva un unico pullo nutrendolo con una dieta quasi esclusivamente a base di serpenti, è riconoscibile per il suo volo elegante e spesso lo si può osservare immobile su qualche crinale mentre perlustra la zona, con una tecnica di volo detta suggestivamente " spririto santo ". Per poter utilizzare questa tecnica di volo, molto comoda per cacciare, il rapace sfrutta le correnti d'aria provenienti dal mare riuscendo cosi a mantenersi sospeso in aria perfettamente immobile. La Poiana (Buteo buteo) è più piccola del Biancone con i suoi centotrenta centimetri di apertura alare; è il rapace più comune ela si può osservare un pò ovunque a caccia di piccoli mammiferi e rettili. Il Gheppio (Falco tinnuculus) è un falco di piccola taglia con sessanta centimetri di apertura alare ed un frequentatore delle zone rocciose e  impervie.Negli ambienti boschivi è possibile osservare lo Sparviere (Accipiter nisus), agile rapace dalla colorazione grigio/cenere, specializzato nella cattura di piccoli uccelli. Sempre nella stesso ambiente vive l'Astore (Accipiter gentilis), simile allo Sparviere ma di taglia decisamente maggiore; questo possente rapace è da pochi anni nuovamente presente nel Parco con alcune coppie, al contrario di molte località dell'Appennino in cui è purtroppo diventato raro; infine un altro rapace con una dieta specializzatissima è il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) simile alla Poiana ma leggermente più grande (centoquaranta centimetri di apertura alare); esso si nutre prevalentemente di insetti ( api, calabroni, vespe) che ricerca attivamente rovistando all'interno di vecchi alberi e sul terreno. La presenza del Gufo Reale (Bubo bubo), il più grande strigide europeo, è molto dubbia in quanto non sussistono dati certi, anche se compatibile con l'attuale ricchezza naturalistica presente nel comune. Un'altra grande ricchezza faunistica è data dalla presenza, all'interno delle antiche miniere aurifere delle Ferriere, di pregiate specie di pipistrelli come il Pipistrello di Savi. Nel nostro comune vivono specie di mammiferi. La Volpe (Vulpes vulpes) si aggira la notte furtiva nei boschi alla ricerca di piccoli mammiferi, ma può accontentarsi nei periodi di magra anche di una dieta a base d'insetti e bacche. Il Tasso (Meles meles) è un grosso mustide di difficile osservazione. Tra i mammiferi di maggio mole che si possono incontrare nel  nostro comune, vi è il Cinghiale (Sus scrofa) è un ungulato che nelle nostre popolazioni attuali,è caratterizzato da un'elevata variabilità dimensionale presentando valori di altezza al garrese compresi tra i 75 cm. e 110 cm. e di peso tra i 60 Kg. e i 200Kg. La Faina (Martes foina) e la Donnola (Mustela nivalis) sono difficili da vedere perchè animali quasi esclusivamente notturni, ma con un pò di fortuna la Donnola, poco più grande di uno scoiattolo, la si si può vedere di giorno, mentre accovacciata su un albero va a caccia di qualche uovo d'uccello incustodito. In oltre non vanno dimenticati quei piccoli mammiferi facilmente visibili nelle notti calde d'estate come il Ghiro ( Glis glis ), il Riccio (Erinaceus europeos), o il topo selvatico (Apodemus sylvaticus), fondamentali indicatori biologici, che dimostrani quanto sia ancora sano e pulito il nostro ambiente. Il Capriolo (Capreolus capreolus) è il cervide europeo più comune e diffuso ed è anche la specie più importante dal punto di vista venatorio e naturalistico presente sul territorio; il Capriolo è un Ungulato appartenente alla famiglia dei Cervidi ma di taglia decisamente inferiore a quella del Cervo( peso 20 - 27 Kg. e misura 55 -77 cm.). Nel passato esso seppe adattarsi perfettamente ad un ambiente sempre più manipolato dalle attività umane l'optimum ecologico per il Capriolo è rappresentato da territori di pianura, collina e media montagna con innevamento scarso e poco prolungato nei quali si sviluppa un mosaico ad elevato indice di ecotono caratterizzato dalla continua alternanza di ambienti aperti con vegetazione erbacee e boschi di latifoglie. Tuttavia la specie accetta una vasta scala di situazioni ambientali diverse, dalle foreste pure di conifere alla macchia mediterranea. In Italia, contrariamente a quanto avviene in altri paesi europei, manca quasi totalmente delle pianure intensamente coltivate mentre è diffuso lungo le due catene montuose principali, dal piano basale al limite superiore della vegetazione arborea e da arbustiva, non chè nei rilievi della fascia prealpina. Tutti gli Ungulati possiedono comunque mute primaverili più vistose, di quelle autunnali in quanto i peli estivi cadono uno ad uno e non a gruppi e ciò dipende dal fatto che la muta primaverile avviene con l'aiuto dellolo strofinio del mantello su arbusti e piante. Il mantello dei Caprioli si presenta in estate di colore bruno rossiccio con una miscela giallastra sul posteriore, mentre in inverno tende al bruno grigiastro e la macchia si fa bianca ed evidentissima. Il dimorfismo sessuale si manifesta nella maggiore robustezza del maschio, nella diversa forma della macchia bianca posteriore (la femmina sembra abbia una "falsa coda" mentre il maschio presenta uno "specchio anale a fagiolo).

Dott. Maurizio Ferrando

 

                                                        

Realizzato da Rinaldo Bocchio e Marco Paravidino

Sito ufficiale del Comune di Casaleggio Boiro (AL)

comune.casaleggio@libero.it